2003 · Isolino Virginia

Premessa.
L’isolino Virginia sul lago di Varese (387 m s.l.m) ricade nel comune di Biandronno (VA) pur essendo di proprietà del Comune di Varese e presenta una superficie di circa 9.200 mq. La terraferma sul versante a Ovest dell’isolino dista circa 20 metri.
L’isolino Virginia e’ un importante centro per l’archeologia preistorica a livello europeo e rappresenta per la città di Varese un patrimonio che andrebbe meglio valorizzato.
Attualmente sull’isolino, nel villino appartenuto a Virginia Ponti, vi è la sede di un museo inaugurato nel 1974 (distaccamento dei Musei civici di Villa Mirabello a Varese) nel quale sono esposti diversi reperti rinvenuti soprattutto a seguito degli scavi Bertolone del 1957.
Ragioni dell’iniziativa e obiettivi culturali.
Le scoperte e gli studi di archeologia preistorica diedero origine al primo Museo civico della città di Varese. Per aspetti di carattere ambientale, storico e didattico l’isolino potrebbe diventare un vero e proprio fulcro di interesse per Varese e non solo. L’iniziativa di seguito esposta, articolata nei suoi vari aspetti, ha l’obiettivo di valorizzare l’Isolino Virginia affinché diventi una delle maggiori attrattive culturali della provincia di Varese.
Riscoperta e valorizzazione dei reperti esistenti sull’isolino.
Al centro dell’isola si propone di riportare nuovamente alla luce i reperti degli impalcati lignei (circa 3000 a.c.) rinvenuti in seguito agli scavi Bertolone del 1957 ma successivamente reinterrati. Si propone quindi di costruire una o più strutture di riparo per i reperti, strutture che devono essere assolutamente riconoscibili nel carattere e nei materiali usati (per esempio strutture leggere in ferro e vetro simili a serre) imitando per taluni aspetti la forma e le dimensioni ipotetiche delle capanne che sorgevano sull’isolino. Analogamente, si propone di riportare alla luce, di conservare e valorizzare “in sito” eventuali altri reperti che dovessero essere scoperti in successive operazioni di scavo.
Ricostruzione filologica – ipotetica di alcuni edifici preistorici.
Accanto all’indagine scientifica e all’opera di conservazione dei reperti dell’isolino si propone la ricostruzione filologica e ipotetica di alcuni edifici simili a quelli che appartenevano all’insediamento preistorico dell’isolino. Ciò è possibile grazie alle interessanti scoperte fatte durante le campagne di scavo e agli indizi a noi pervenuti su come vivevano i nostri predecessori. Ovviamente non si sa ancora tutto e quindi le ricostruzioni avrebbero per lo più un carattere ipotetico e innanzi tutto uno scopo didattico. Si imiteranno per quanto possibile le dimensioni, l’orientamento e gli elementi costruttivi delle capanne. Non è necessario collocare queste ricostruzioni esattamente nel sito di quelle rinvenute, anche se di per sé potrebbe essere una scelta forte e suggestiva. Queste potrebbero comunque sorgere anche ad una certa distanza dai rinvenimenti dell’isolino, ad esempio sulle vicine sponde di Biandronno. Questo aspetto non pregiudica a nostro avviso il senso della ricostruzione, che deve avere il carattere di esemplarità e non di mera copia “in sito”. Operazioni simili sono state portate a termine, con successo, in alcuni siti archeologici della Svizzera (Berna) e in alcune zone del Nord Italia, come a Boario Terme ad opera dell’archeologo dr. Ausilio Priuli.
Documentazione fotografica e filmica.
Le fasi salienti di queste operazioni di scavo, sistemazione e ricostruzione ipotetica potrebbero essere documentate con fotografie e riprese filmate in modo da essere di ausilio all’attività didattica ed espositiva. Le fotografie, i filmati ecc. potranno essere messi a disposizione di studiosi e del pubblico e costituiranno un aspetto importante della divulgazione.
Proposta di costruzioni temporanee a scopo didattico e scenografico sull’isolino Virginia e sulle sponde vicine.
Oltre alla ricostruzione ipotetica di abitazioni primitive si propone la collocazione in appositi punti dell’isola di strutture temporanee atte a supportare l’attività espositiva e didattica. Tali strutture potrebbero essere dei nuovi percorsi pedonali che collegano luoghi precisi dell’isolino e delle vicine sponde, moli, palizzate, strutture di sostegno ecc. La struttura di questi elementi sarà concepita e progettata in modo tale da salvaguardare il terreno e la flora dell’isolino, e sarà facilmente smantellabile all’occorrenza, così da non ostacolare l’attività di ricerca archeologica. Tali elementi potrebbero inoltre fungere, (così come le ricostruzioni ipotetiche delle capanne) da scenografie per gli eventuali spettacoli e manifestazioni a supporto dell’iniziativa (v. cap. 10).
Alla riscoperta delle origini dell’Architettura e dell’abitare.
La riscoperta, la valorizzazione e la ricostruzione ipotetica di manufatti preistorici è un modo straordinario ed efficace per risvegliare emozioni (per esempio l’emozione unica di una scoperta archeologica) riferite alle condizioni originarie dell’abitare. Il ritorno alla semplice capanna, modello dal quale probabilmente derivano e si sono immaginati lo spazio e gli elementi dell’architettura, è un passo essenziale per comprendere come l’architettura sia nata e si sia sviluppata dall’uso di forme necessarie, a partire dall’imitazione della natura.
Non è un caso che nella Francia illuminista, in cui venivano riscoperti i valori primari della ragione umana, si sia anche molto discusso sulle origini dell’Architettura, e che quello della “capanna” sia stato uno dei temi più esplorati e discussi, come nel celebre saggio di M.A. Laugier “ Essai sur l’Architcture” del 1753. Ci sembra che questo tema possa essere interessante e possa risultare provocatorio discuterlo ed esplorarlo ancora oggi.
Il nuovo parco archeologico. Accessibilità e viabilità.
Per una migliore fruizione da parte del pubblico sarebbe opportuno mettere in relazione e comunicazione i vari siti archeologici sorti nel corso degli ultimi decenni (Pizzo di Bodio, Cazzago Brabbia, ecc.) attorno al lago di Varese attraverso i percorsi esistenti con l’uso di apposita segnaletica. L’intenzione è quella di creare un vero e proprio parco archeologico, ideale per l’attività didattica, per l’osservazione e lo studio dell’ ambiente, oltre che ulteriore stimolo per l’attività turistica.
A tal fine potrebbe essere auspicabile appoggiarsi al percorso della neonata pista ciclo-pedonale che circonda il lago di Varese. Dovranno anche essere potenziate le strutture ricettive, le possibilità di sosta e parcheggio, ecc., così da facilitare l’accessibilità all’Isolino Virginia e alle vicine sponde del lago.

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