2013 · ultimo

  • collaboratori: Davide Proverbio

“Ultimo”  si trova nel centro di Varese, la “città-giardino” per antonomasia. Il cortile nel quale si entra dopo aver superato l’androne è “ l’anticamera a cielo aperto” del locale, accoglie le persone in un’atmosfera famigliare ma ricca di suggestioni  date dai vecchi muri, dai ballatoi, dalle vetrate liberty, dalla meridiana, dalle superfici lignee dei portoni e dall’acciottolato della pavimentazione. Appena entrati si percepisce subito l’atmosfera del locale,  il bancone col piano in castagno illuminato da una serie di esili lampade sospese come candelotti di cera ambrata, e il fronte rivestito da una lamiera di ferro forata e retroilluminata. Le pareti, dal tono ocra come le facciate esterne  sono lo sfondo a “quadrerie” costituite da immagini incorniciate, il cui tema e “leit motiv” è , rigorosamente , ma anche ironicamente, il concetto di ”ULTIMO”:   “L’ultimo metrò”, “Ultimo Tango a Parigi” “L’ultimo dei Mohicani“, “Ultima parola” “All’ultimo minuto”  e così via, così da infondere un’identità forte e riconoscibile al locale oltre che essere una logica quanto originale “spiegazione” del nome del locale.

 

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