2015 · Nuova Piazza Viviani a Pisa

  • consulente: Andrea Marin (verde)
  • collaboratori: D.Proverbio, M.Croci,  P.Speziale

L’area di piazza Viviani, nel gergo popolare denominata “il paduletto”, faceva parte dell’ambiente fluviale del delta dell’Arno, con l’alternanza dei cosiddetti “tomboli” e “lame”; un territorio costituito cioè da un sistema naturale di zone asciutte rialzate e zone depresse più umide. Il paesaggio e l’ambiente palustre, la palude come simbolo archetipo, luogo per sua natura soggetto a ciclici cambiamenti e quindi instabile ma ricco di forme di vita, è senza dubbio un riferimento che ha ispirato sia la forma che i contenuti della nuova piazza, fino a determinarne ogni singolo dettaglio. La nuova piazza, grazie alla presenza corposa del verde e a quella estesa dell’acqua, assume l’aspetto di una vera e propria oasi:  un luogo ospitale e inaspettato a Marina  di Pisa, a totale beneficio dei cittadini. Le fontane, della tipologia “a raso”, richiamano in un certo senso gli stagni delle paludi; l’acqua può invadere gran parte della piazza oppure ritrarsi in parte o del tutto a seconda delle esigenze. Attraverso la varietà di elementi e sfondi che la caratterizza, la piazza presenta molteplici fondali e “scene fisse”, in particolare quando vi si svolgono spettacoli o concerti. Le otto grandi lastre di rame rettangolari, collocate in ordine sparso e parzialmente immerse nella  fontana a Nord-Ovest della piazza, rappresentano idealmente le matrici delle incisioni che l’artista Giuseppe Viviani volle che fossero gettate in mare dopo la sua morte.

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